AuthorBernardo

Corposamente 2024

Corposamente 2024

9a edizione

“Vis Medicatrix Naturae”
Riposo e rigenerazione

13-15 Settembre 2024

Casa per ferie San Marco
Abano Terme (PD)

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QUOTE

Camera singola € 255,00
Camera doppia € 235,00
Camera tripla € 210,00

Minori sotto i 12 anni € 110,00

Il costo include il seminario e il pernottamento con pensione completa.

Per iscriversi compilare la scheda di iscrizione clicca qui

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Abstracts

VENERDÌ 12 APRILE 2024

 

 

Pierini A. “Lo stato dell’Io Genitore, cuore del modello dell’AT Personalistica”

A partire dal contributo di Maria Teresa Romanini al convegno Simpat del 1995 si delineeranno le caratteristiche dello Stato dell’Io Genitore all’interno dell’approccio personalistico


Prosperi A. “La nuova genitoralità”

L’obiettivo della seguente relazione è quella di delineare gli attuali scenari della genitorialità mettendo in evidenza il ruolo del bambino e quello dei genitori al giorno d’oggi. In particolare, alla luce delle attuali ricerche sulla valutazione delle “competenze” genitoriali, come clinici siamo chiamati a rispondere alla seguente domanda: quali sono i meccanismi psicologici e sociali del legame madre-padre-bambino? Quali i fattori di rischio e pregiudizio del comportamento genitoriale? In un’ottica analitico-transazionale daremo forma a queste domande. 


De Micheli M. “Il Genitore nel counseling”

Riflessione metodologica sull’utilizzo dello stato dell’Io Genitore nel lavoro di counseling sia primario che complementare.


Preti D. “[(1¬1)»100K]^sr: uno o nessuno, implica cento- mila Genitori elevati ai rispettivi Sistemi di Riferimento nelle Organizzazioni”

“Il genitore “organizzativo” è influenzato sia dalla complessità che dalla variabilità delle spinte in atto. È suo compito riflettere e interpretare fattori e caratteristiche delle persone in seno all’organizzazione come chiave per individuare le vie del successo di domani oggi. L’obiettivo è garantire la sopravvivenza dell’organizzazione stessa


Caniggia I., Zanini C. “Ipse Dixit. Energizzare il Genitore nella formazione psicoeducativa con gli adolescenti”

Nella formazione psicoeducativa con gli adolescenti energizzare lo stato dell’Io Genitore significa facilitare il processo di apprendimento e di crescita. In termini di autoprotezione, l’adolescente ha bisogno di costruire la propria struttura di riferimento, come infatti sosteneva Maria Teresa Romanini, il processo di Self-reparenting negli adolescenti avviene in maniera fisiologica e naturale. Attraverso l’utilizzo delle carte DIXIT è possibile creare nuove narrazioni, fissandone i contenuti ed esplorandone il relativo vissuto emotivo, all’interno di uno spazio di condivisione e di fiducia. Le carte rappresentano un prezioso strumento per acquisire permessi, identificarsi e dare valore al proprio sistema di riferimento.


Budini C. “Quando i genitori si mettono in gioco… e giocano ai Pirati. Condivisione di una esperienza di Adven– ture Therapy con un gruppo di genitori”

Nell’ultimo anno e per la prima volta nel contesto del Progetto All’Arrembaggio, la proposta di psicoterapia di gruppo ambientata nel mondo dei pirati è stata estesa ai genitori. La relazione ha l’obiettivo di condividere con i colleghi questo nuovo viaggio in cui è stato proposto ai partecipanti di prendersi cura del proprio Bambino interiore al fine di essere genitori migliori per se stessi e per i propri figli. Il cuore di questo viaggio è stato un weekend di Adventure Therapy in cui i partecipanti, accompagnati dalla metafora pirata, hanno salpato l’ancora, affrontato la tempesta e trovato un tesoro che non immaginavano. 


Carmina B., Ape F. “Dynamo Camp – Right to okness

Dynamo Camp dal 2007 offre, a bambini e adolescenti malati e alle loro famiglie, attività totalmente gratuite di Terapia Ricreativa, volte a rafforzare in loro la fiducia in sé stessi e nelle proprie capacità con benefici di lungo periodo. I programmi di Terapia Ricreativa Dynamo sono basati sul divertimento e costituiti da attività e laboratori, che si svolgono presso la struttura di Dynamo Camp o attraverso il progetto Dynamo Programs, in strutture ospedaliere, associazioni patologia e case-famiglia del territorio nazionale. Obiettivo di questa comunicazione è mostrare i benifici della Terapia Ricreativa e come Dynamo Camp possa promuovere nei caregiver e nei bambini uno Stato dell’Io Genitore, capace di offrire nuovi permessi e prendersi cura di sé e dell’altro.


Musso R., Braga A. “La Self Expertise e il Genitore culturale: la sessualità al centro del copione”

Fin da quando nasciamo il nostro corpo, prima ancora della nostra mente, viene riconosciuto, curato, accarezzato e diviene il nostro primo strumento di relazione. Il sesso è un elemento caratterizzante del nostro corpo ed identificativo della nostra vita. Il nostro sesso è una delle componenti rappresentative all’interno della nostra famiglia che insieme alle altre (ordine di nascita, attesa o meno, aspettative su di noi) è un elemento strutturante il nostro copione di vita. Berne (1961) afferma che la scena del concepimento può avere un’influenza determinante sul copione e sul modo in cui il sesso viene vissuto all’interno del nostro modo di relazionarci. Attraverso la programmazione parentale si determinano “I modi e i tempi entro cui gli stimoli si manifestano e i modi e i tempi entro cui vengono imposti i controlli (…) tutte queste caratteristiche: pazienza, mascolinità, femminilità, sagacia e accuratezza vengono trasmesse dai genitori e programmate durante i periodo della formazione dai due ai sei anni” (Berne, 1961 pag. 90). Tutti gli studi legati al processo di attaccamento e le teorie di psicologia dello sviluppo mostrano come sia essenziale un’attenzione al corpo del bambino Anche il concetto di “carezze” berniano, che parte dagli studi di Spitz descrive l’importanza del contatto fisico; corpi che si toccano interagiscono con menti che si accolgono e si riconoscono. Il corpo nel quale sono intessute memorie profonde spesso non esplicitate o esplicitabili funge non solo da elemento strutturante della propria persona, del proprio sesso, ma da elemento di incontro con l’altro. In quest’ottica sono fondamentali l’attribuzione di significati, le narrazioni che ognuno fa a sestesso di sé e dell’altro, e di ciò che sta accadendo. Il corpo manda messaggi non solo fisici ma anche psicologici alla persona (come ad esempio il corpo dell’altro mi piace, oppure no, desidero avvicinarmi, sento un odore sgradevole, mi spaventa o mi innervosisce la sua presenza), che ne elabora il senso e il significato all’interno delle relazioni e delle credenze relative alle emozioni che ha e ciò sostiene la percezione di sé, dell’altro e della relazione descrivendo la propria modalità copionale. Molto spesso però nelle stanze di terapia questo elemento legato alla sessualità (così intesa) e al desiderio che scaturisce da un incontro, restano a margine di indagini più legate a dinamiche sociali e razionali nelle quali l’attenzione ai bisogni corporei, sessuali sono poco osservate. Il workshop si basa sulla convinzione che il terapeuta per avere un ascolto in okness e lavorare nel modo migliore sul copione del paziente debba sviluppare un’attenzione alle tematiche legate a come vive e ha costruito i suoi significati legati alla sessualità, la sua self sex expertice. Dare alla sessualità una luce specifica nel lavoro analitico transazionale sia nei suoi elementi intrapsichici che interpsichici può favorire, attraverso l’uso di nuovi strumenti di lavoro utilizzabili nei diversi ambiti psicopatologici, una nuova Physis nelle persone.

Il workshop utilizzando una metodologia teorico pratica si propone di:

1) Recuperare le radici storiche del ruolo della sessualità nell’AT.
2) Descrivere un concetto di sessualità come elemento caratterizzante il copione e il protocollo di copione.

3) Proporre un esercizio attraverso il quale i partecipanti potranno avvicinarsi ad alcuni propri elementi copinali attraverso stimoli legati alla sessualità.


Paolillo E., Somma A. “C’ero una Volta… ed Oggi?”

Il Copione che ognuno di noi ha costruito nel tempo rappresenta la complessità della nostra identità; quest’ultima si sostanzia in una narrazione che costruiamo e continuiamo a raccontare a noi stessi e al mondo nel corso della vita. Il recupero di questa narrazione in parte inconscia consente una riflessione sulle decisioni e strategie di sopravvivenza che ognuno di noi ha adottato e continua a portare avanti nel corso della propria vita. Il nostro lavoro si colloca nella cornice teorica proposta da Carlo Moiso (1996) che ha analizzato lo sviluppo dello Stato dell’Io Genitore nelle componenti G0 (Genitore Psico-Biologico), G1 (Genitore Oggettuale), G2 (Genitore Parentale), G3 (Genitore Sociale), G4 (Genitore individuato Eticamente e Culturalmente) e, nell’importanza nella costruzione del Copione non solo del temperamento e degli incontri e degli eventi della propria vita ma anche nel contesto (culturale) nel quale l’evoluzione avviene. Il workshop si focalizza sull’utilizzo della narrazione culturalmente connotata per riflettere su di sé offrendo uno strumento utile ai colleghi per approfondire il tema del Copione utilizzando stimoli provenienti dal proprio Sistema di Riferimento che è interiorizzato negli aspetti Genitoriali. Si propone ai partecipanti un esercizio di gruppo liberamente tratto dalla “Tecnica delle 4 Storie” di F.English che ha come obiettivo stimolare il partecipante a riflettere sul proprio Copione utilizzando gli spunti culturali ultimamente appresi ed il recupero delle proprie “narrazioni” passate rintracciandone gli elementi di costanza.


Santicchio F. “Genitore, Etica ed Ethos”

La parola “Genitore” può evocare, in un analista tradizionale, diversi significati: una persona realmente esistita, uno Stato dell’Io, una funzione genitoriale specifica, un messaggio copionale, una parola dai significati etici. Uno, nessuno e centomila significati per l’appunto. L’etica del G2 si evolve in una substruttura dell’Adulto che, nel modello degli Stati dell’Io di secondo ordine, noi chiamiamo Ethos. Anche in questo caso, così come per la parola “Genitore”, la parola” Etica” può evocare vari significati: moralità, deontologia, etica in generale, scelte e decisioni in specifiche situazioni. Anche qui: uno, nessuno e centomila significati originati da una sola parola. Ma come si arriva all’Ethos a partire dal Genitore? Cosa è utile conoscere per mantenere energizzata la struttura adulta dell’Ethos? Quali possibili implicazioni nel lavoro dell’analista transazionale?
Il workshop partendo da un’analisi dello Stato dell’Io Genitore, metterà in luce elementi del processo di formazione dell’Ethos, fornendo inoltre elementi di comprensione in ambito etico, al fine di poter contribuire a decisioni etiche consapevoli.


SABATO 13 APRILE 2024

 

Soana V. “Peccato originale. Una via di liberazione dal Genitore Punitivo”

Attraverso una lettura dei capitoli 3 e 4 di Genesi si vuole evidenziare che all’alba della storia umana non c’è il “peccato originale”. Una ri-lettura cambia il Genitore Punitivo Culturale, che imperversa nella nostra coscienza, in Genitore Protettivo così come Genesi sviluppa la relazione del bene e del male nella logica del “perdono universale”.
Inoltre
la crisi tra Caino e Abele mostra l’imparzialità della giustizia. Come ogni omicidio è un fratricidio, così ogni femminicidio è sempre sororicidio: uccidi sempre tua sorella in umanità. Questa seconda crisi rivela che il Genitore Critico negativo è volto a trasformarsi in Genitore Protettivo, infatti, in Genesi Caino appartiene a Dio poiché su di lui ha posto un segno di protezione.


Benelli C. “Ciascuno cresce solo se sognato”

La relazione intende aprire una riflessione su un tema già incontrato due anni fa al Convegno Simpat: il sogno. Riprendiamo da qui per affrontare il tema del pensiero di Danilo Dolci, autore della frase Ciascuno cresce solo se sognato e importate educatore maieuta. La sua visione ci accompagna verso una postura di un Genitore che ha un’attenzione all’incoraggiamento, al sogno, alla visione prospettica e che riesce a vedere l’altro come lui/lei adesso non è in grado di vedere, ma che è lì, pronto ad emergere, ad uscire fuori, maieuticamente, inesorabilmente. La relazione prende in esame, in conclusione, lo strumento della Supervisione prospettica in ottica psico-pedagogica quale dispositivo formativo in grado di prendersi cura di chi si prende cura.


Mazzetti M. “Un genitore per la felicità”

I miei pazienti, quando vengono nel mio studio, lo fanno per stare bene e essere felici. Nel mio piccolo, è anche lo scopo della mia vita. Ma si parla poco di felicità nei libri di Analisi Transazionale. Berne non ne parla quasi: la parola “felicità” ricorre pochissime volte nei suoi scritti, e quasi sempre per dire come non la si raggiunge. L’umanità, invece, ci ha riflettuto tanto, e il significato della parola, nel nostro mondo, è andato evolvendosi nei secoli, dalla Grecia classica, alla Roma repubblicana e imperiale, all’Italia di oggi: ripercorreremo queste tappe, per comprendere come un Genitore strutturante e nutriente possa promuovere la felicità nella vita di ciascuno di noi. Perché la sua funzione non è solo di proteggerci, ma anche di proteggere la nostra felicità insieme agli altri.


Filanti S. “Interventi clinici dal e per il Genitore”

Quando è utile e opportuno per il Terapeuta utilizzare il suo Stato dell’Io Genitore? Quando è il momento e in che modo lavorare sullo stato dell’Io Genitore del, con e per il Paziente? L’autrice, ripercorrendo i principali interventi analitico transazionali dallo Stato dell’Io Genitore del Terapeuta a quelli indirizzati allo Stato dell’Io Genitore del Paziente, propone un workshop dove i partecipanti potranno sperimentarsi in gruppi alla pari in cui, a partire da un’esamina del proprio Genitore, esercitare e sperimentare le tecniche dedicate e riflettere insieme su esperienze personali e casi clinici supervisionati.


Garuglieri A., Boniotti G. “Gioco della sabbia e Self repa- renting: esperienze cliniche in età evolutiva”

Il Gioco della Sabbia (Sand Play), ideato da M. Lowenfeld e D. Kalff, è uno strumento terapeutico in grado di facilitare processi di re-parenting e self-reparenting grazie alle sue caratteristiche fisiche e di utilizzo; è formato da una sabbiera (contenitore in legno, sabbia fine, fondo blu) e da diversi oggetti che possono essere utilizzati per creare immagini e scene. Il gioco della sabbia si pone, proprio per queste sue caratteristiche, come “spazio terzo”, che contiene e rassicura, permette l’accesso a livelli di esperienza sensoriali e narrativi, attraverso la manipolazione, la creazione di immagini e messa in scena di storie; allo stesso tempo offre la possibilità di sperimentare permessi profondi sull’essere e sentire. Il terapeuta, attraverso la sua presenza silenziosa, la lettura del processo transferale e i suoi interventi, potrà sostenere l’organizzazione e regolazione di tali esperienze favorendo così l’auto-organizzazione/regolazione dei vissuti del paziente.
Dopo una breve introduzione teorica, dove verrà presentato lo strumento e il suo utilizzo, i conduttori accompagneranno i partecipanti nell’esperienza dell’uso del gioco della sabbia e offriranno stimoli teorico-pratici sui suoi utilizzi per facilitare processi di re-
parenting e self-reparenting; verranno mostrate connessioni con il processo referenziale di W. Bucci (2008), grazie alla sua lettura in chiave AT di B. Cornell (2008).


Sasso R., Ermini M. “Genitore: chi era costui? La ricerca del senso perduto nell’identità di genere”

Il workshop propone una lettura eziologica delle disforia di genere descrivendo e mostrando esperienzialmente come il sintomo contenga in sé ed esprima sia gli aspetti copionali biopsicosociali (la seduzione del Genitore demone sociale che corrompendo e plagiando, attraverso i falsi ed onnipotenti permessi, i sani e naturali bisogni del Bambino ne dissocia il principio maschile e femminile esitando nella negazione della relazione e nella disdifferenziandone d’identità), sia via per la nascita e rinascita dell’irriducibile identità profonda e allargata trasformativa.

Il workshop prevede pertanto la possibilità di sperimentare il proprio vissuto personale a riguardo nel campo morfogenetico di gruppo.

 


Ricci B., Salvatori R., Ascenzi A. “Il guardiano del giardi– no segreto: il ruolo del G nella coppia”

Le Autrici propongono un percorso teorico-esperienziale con lo scopo di delineare l’importanza del ruolo dello Stato dell’Io G nel ciclo di vita della coppia, considerando anche le implicazioni di tipo sociale, che questo tema porta con sé, in risposta all’emergenza affettiva e relazionale che caratterizza i nostri tempi.
Molto spesso arrivano in consultazione coppie che stentano a mantenere nel tempo un senso di coerenza e intimità: scemata la sbornia biochimica dell’innamoramento, conclusa la fase simbiotica e idealizzante, i partners si trovano delusi, impauriti dalle differenze che riconoscono nell’altro e incapaci di leggere, sostenere e soddisfare i bisogni profondi di intimità e vicinanza. Il ruolo giocato dallo Stato dell’Io G nell’elaborazione dello stadio evolutivo della disillusione e della rifondazione del legame risulta centrale. Sia sul piano intrapsichico che relazionale, questo
SdI svolge la funzione di “garante” di uno spazio protetto e dinamico in cui i partners possano veder sbocciare il fiore del “Noi”, in cui gestire e trasformare costruttivamente il conflitto che nasce dalla delusione delle reciproche aspettative. I membri della coppia, tornando al loro giardino segreto individuale, possono contattare e condividere quei bisogni mortificati lì ed allora attraverso decisioni copionali e co-costruire un piano normativo duale condiviso, caratterizzato da aspetti protettivi e normativi creati ex-novo dalla coppia, attraverso il riconoscimento e l’integrazione della linea delle proprie aspirazioni autonome, appartenenti al piano individuale.


Battisti C., D’Errico M. “La leggerezza del Genitore che è in noi”

Nel lavoro di gruppo da svolgere nel corso del ws, in maniera co-creativa, intendiamo valorizzare le qualità del G positivo quali la Flessibilità e Adattabilità, la Giocosità, la capacità di sintonizzarsi al Bambino Interiore assicurando l’accettazione e l’amore incondizionato con conseguente riduzione dello stress nella sfida della crescita personale.


 

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Sabato 13 Aprile 2024

09.00 – 09.15
Apertura dei lavori
 Aula Leo Gemini  Misa Ermini
09.15 – 10.45 – RELAZIONI IN PLENARIA
 Aula Leo Gemini
Soana V. “Peccato originale. Una via di liberazione dal Genitore Punitivo “    Chair: Simonetta Caldarone
Benelli C. “Ciascuno cresce solo se sognato”
Mazzetti M. “Un genitore per la felicità”
10.45 – 11.00
Discussione
11.00 – 11.30
Coffee Break
11.30 – 13.30 – TAVOLA ROTONDA – GENITORE ETICO
Ventriglia R. “Le virtù etiche nella formazione del terapeuta:la prospettiva dell’analisi transazionale”  Aula Leo Gemini Chair: Pietro Romanelli
Pierini A. “Etica e genitorialità”
Inverno A., Serpieri E. (Save the Children) “Tempi digitali. Atlante dell’infanzia a rischio in Italia”
13.30 – 14.45
Pranzo
14.45 – 16.15 – WORKSHOPS IN PARALLELO
Garuglieri A., Boniotti G. “Gioco della sabbia e Self reparenting: esperienze cliniche in età evolutiva”
Aula Leo Gemini
 Battisti C., D’Errico M. “La leggerezza del Genitore che è in noi”  Aula Taurus
Filanti S. “Interventi clinici dal e per il Genitore” Aula Vega
16.15 – 16.45
Coffee Break
16.45 – 18.15 – WORKSHOPS IN PARALLELO
Sasso R., Ermini M. “Genitore: chi era costui? La ricerca del senso perduto nell’identità di genere”  Aula Leo Gemini
Ricci B., Salvatori R., Ascenzi A. “Il guardiano del giardino segreto: il ruolo del G nella coppia”  Aula Taurus
Somma P. “Cineattimi: Io capitano: uno nessuno centomila trafficanti!”
Aula Vega
18.15 – 18.30
Conclusioni e chiusura del convegno Marialisa Ermini
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Venerdi 12 Aprile 2024

08.30 – 09.15
Registrazione  
09.15 – 09.45
Apertura dei lavori
 Aula Leo Gemini  Misa Ermini
Ermini M., Corrias V. “Uno, nessuno, centomila: come è nata l’idea del convegno”  
Attanasio S. “Maria Teresa Romanini: dare voce al nostro Genitore”
09.45 – 10.55 – RELAZIONI IN PLENARIA
Pierini A. “Lo stato dell’Io Genitore, cuore del modello dell’AT Personalistica”  Aula Leo Gemini Chair: Silvia Attanasio
Prosperi A. “La nuova genitoralità “
 De Micheli M. “Il Genitore nel counseling”
10.55 – 11.10
Discussione
11.10 – 11.40
Break
11.40 – 13.00 RELAZIONI IN PLENARIA
Preti D. “[(1¬1)»100K]^sr: uno o nessuno, implica centomila Genitori elevati ai rispettivi Sistemi di Riferimento nelle Organizzazioni”  Aula Leo Gemini
Chair: Valeria Corrias
Caniggia I., Zanini C. “Ipse Dixit. Energizzare il Genitore nella formazione psicoeducativa con gli adolescenti”
Budini C. “Quando i genitori si mettono in gioco… e giocano ai Pirati. Condivisione di una esperienza di Adventure Therapy con un gruppo di genitori”
Carmina B., Ape F. “Dynamo Camp – Right to okness”
13.00 – 13.15
Discussione
13.15 – 14.45
Pranzo
14.45 – 16.45 – WORKSHOPS IN PARALLELO
Musso R., Braga A. “La Self Expertise e il Genitore culturale: la sessualità al centro del copione”  Aula Leo Gemini
Santicchio F. “Genitore, Etica ed Ethos “ Aula Taurus
Paolillo E., Somma A. “C’ero una Volta… ed Oggi?”   Aula Vega
16.45 – 17.15
Break
17.15 – 20.00
Assemblea SIMPAT  Aula Leo Gemini
20.30
Ha fame anche il G… carezze gustose per cena 
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GENITORE “Uno, nessuno, centomila”

XXXIII CONVEGNO ANNUALE S.I.M.P.A.T.
GIORNATE ITALIANE DI ANALISI TRANSAZIONALE

12-13 APRILE 2024

 

PROGRAMMA

***

QUOTE DI ISCRIZIONE
(Comprensiva di due coffee break e due pranzi)

Soci (* in regola con la quota 2023)
ENTRO IL 02/03/2024 €220,00
DOPO IL 02/03/2024 €250,00

Non Soci
ENTRO IL 02/03/2024 €250,00
DOPO IL 02/03/2024 €270,00

Allievi
Scuole di Specializzazione e Università
CON PRANZO €120,00
SENZA PRANZO €80,00

Clicca qui per iscriverti

ESTREMI DEL PAGAMENTO:
BONIFICO C/C BANCA ETICA, INTESTATO A S.I.M.P.A.T – SOCIETÀ IT. DI METOD. PSICOTERAPEUTICHE E ANALISI TRANSAZIONALE
IBAN: IT 09 Y 05018 03200 000016797805

***

Come da tradizione venerdì 12 aprile si terrà l’evento sociale della Simpat. Quest’anno la cena dal titolo “Ha fame anche il G… Carezze gustose per cena” si svolgerà presso il ristorante Saxò.
Il costo della cena è di 30€ (cena, drink, musica dal vivo)
L’appuntamento è alle 20.30 al ristorante in Via Di Quarto Peperino, 9 (Via Flaminia KM 10,700)
Per iscriversi è necessario compilare il modulo e inviare contestualmente il pagamento!
Di seguito il link per iscriversi!
https://forms.gle/3PXczykKDnEt1crR9

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CREDITI ECM PER MEDICI E PSICOLOGI

14 CREDITI AL COSTO DI 20€

CREDITI CNCP PER COUNSELOR

Nel 1995 la Simpat, nel suo VII Convegno Annuale, esplorava il Genitore nelle sue declinazioni cliniche e sociali. A distanza di circa 30 anni, in un tempo di crisi del Sé individuale e del Sé sociale, torniamo ad interrogarci sulle funzioni, disfunzioni e
manifestazioni del G(g)enitore osservandone le trasformazioni nel tempo. Ispirati dalla suggestione pirandelliana intendiamo aprire uno spazio di confronto e di riflessione sulla complessità del G(g)enitore oggi.

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Corposamente 2023

Corposamente 2023 – La forma dell’infinito

15-16-17 Settembre 2023

Villa Santa Tecla – Assisi (PG)

Scarica il programma

Costi:

Singola €240
Doppia €220
Tripla € 190

Ragazzi sotto i 12 anni €110

Il costo, a persona, include il seminario e il pernottamento con pensione completa.
Per iscriversi compilare la scheda di iscrizione
https://forms.gle/xH8SnDrEcZ57G1od8

L’Iscrizione è riservata ai soci fino al 2 LUGLIO 2023

Vi sono 3 modalità di pagamento:

– Saldo Completo
– Acconto + saldo con bonifico
– Acconto + saldo in struttura

Avendo a disposizione un numero limitato di stanze vi invitiamo ad iscrivervi il prima possibile,
è necessario versare almeno il 50% della quota come acconto.

Vi aspettiamo!

 

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Abstracts – Movimenti. Dall’espressione Al divenire

Venerdì 31 marzo

ABSTRACT RELAZIONI

Somma Pasquale “Il movimento migratorio causato da fenomeni sociali”

Il flusso migratorio è uno di quei fenomeni che nella linea del tempo non si è mai fermato. E che, in epoche diverse, ha riguardato e riguarda tutti. Come si può arginare il desiderio dell’uomo di avere un futuro migliore altrove? Come si fa a bloccare la fuga di chi scappa dalla fame, dalla guerra, dalla cattiveria di bande armate, senza timore di lasciarsi tutto alle spalle e sfidare comunque la morte? La storia è un continuo movimento. Desiderato o tristemente imposto. Voluto o necessario. Una diaspora sempre attuale, se consideriamo i centomila ragazzi e lavoratori che ogni anno, oggi, lasciano l’Italia per superare la crisi: viaggi diversi dai barconi della speranza, certo, ma ispirati dallo stesso desiderio. Che tipo di pensieri invadono la psiche di una donna, di un uomo o di un bambino quando appoggiano per la prima volta il piede in una terra straniera? Quali sono i pensieri di una persona a contatto con una nuova realtà? Condivido la mia esperienza di migrante che oggi lavora nell’accoglienza di migranti stranieri di provenienza afgana, ucraina e africana.


Aceti Tiziana, Liverano Antonella, Zedda Cristiana “In movimento verso l’imperfezione: dalla teoria evoluzionistica all’Analisi Transazionale”

In questa relazione si parte dalle moderne teorie sull’evoluzione “imperfetta”, per cui il nostro mondo e la nostra specie sono frutto di sottili imperfezioni e rotture di simmetrie, dimostrando così che l’errore nell’evoluzione è generativo e linfa del cambiamento, per giungere, attraverso la teoria dell’AT, alla generatività delle imperfezioni che funzionano e che, attraverso la physis (Berne, 1968), ci rendono saggi, sapienti e coraggiosamente legati, in una tensione dialettica, ai luoghi delle nostre aspirazioni. (Cornell,2010).
Darwin (1872) diceva che dove c’è perfezione non c’è storia; dove sussiste imperfezione al contrario c’è qualcosa che accade, sia esso evento, processo, mutamento o relazione. Dove c’è perfezione è già successo tutto: le alternative sono finite, non rimane nulla da narrare.
Per sillogismo è dunque l’imperfezione a darci il senso di noi stessi, del tempo e della caducità. Diventa l’origine dell’impermanenza; la perfezione invece è storia che ha fatto già perdere le sue tracce.
Nell’imperfezione c’è molto da fare: occorre lavorare sulla coscienza dei propri limiti, tra paure e difese, frammentazione dell’Io e perdita di orientamento, prima di giungere alla consapevolezza della nostra irrilevanza come persone singole e sollievo nella nostra imperfezione.


Cremonini Laura “Gruppi in movimento: un approccio alla co-costruzione delle nuove regole del lavoro smart”

Attraverso la descrizione delle forze che agiscono all’interno di un gruppo di lavoro, la relazione descrive il caso di un’organizzazione che,  attraverso  un approccio co-costruttivo tra leadership e membri, elabora e mette in atto nuove modalità del lavorare insieme in modalità agile. La scelta consapevole della leadership pone basi virtuose per un’interpretazione responsabile del lavoro da remoto. La dimensione fisica dell’organizzazione si muove ed evolve, assumendo una forma più  fluida e diffusa, stimolando alla definizione di nuovi equilibri lavorativi e relazionali.


Budini Chiara “Nel prato e nel cuore. Outdoor therapy con gli adolescenti”

Il Gruppo Ponte e il gruppo Vela sono i gruppi di psicoterapia di ragazzi delle scuole superiori del Progetto All’Arrembaggio. Una volta l’anno i ragazzi partecipano insieme a un percorso di outdoor therapy, durante il quale vivono una esperienza che diventa cambiamento. I ragazzi sperimentano fuori di sè (espressione, movimento) ciò che vivono dentro di sè, così hanno nuove consapevolezze che spesso sfociano in importanti ridecisioni (divenire).
La relazione racconta l’esperienza outdoor della scorsa estate di questo gruppo di ragazzi, descrive il percorso che è stato loro proposto e i risultati raggiunti, percorso che ha permesso loro di muoversi attraverso i diversi livelli di sè, sociale, corporeo, cognitivo, emotivo fino a raggiungere il nucleo esistenziale dove hanno incontrato il sè autentico e hanno deciso qualcosa di nuovo. ”


Musso Roberta “L’uomo, la donna e il Tango: storie di terapia sessuale di coppia”

L’importanza del copione sessuale e l’identificazione di sé diviene centrale quando si stabiliscono relazioni di coppia.
Molto spesso quando si lavora con le coppie nelle nostre stanze di terapia vediamo agire un “tango relazionale” fatto di movimenti legati alla percezione del proprio ruolo sessuale e alle aspettative su come deve essere l’altro, e su come devono svolgersi le dinamiche di coppia. Questi elementi hanno come teatro privilegiato le dinamiche interpersonali che si sviluppano sia a livello sociale che nella sessualità di coppia. L’intervento si propone di descrivere queste dinamiche di “ballo” e di mostrare come attraverso l’uso di alcuni strumenti proiettivi si favorisce l’ascolto e l’elaborazione consapevole di dinamiche interne, stabilizzando e promuovendo una visione di coppia originale.
Per far questo è necessario che il terapeuta abbia chiare le sue percezioni relative alla sua sessualità e alle sue aspettative relative ai ruoli sessuali, affinché i suoi interventi non rinforzino elementi del copione di coppia ma consentano alla coppia di trovare una maggiore armonia nel loro ballo.


Parisi Simona, Pierro Paola “L’espressione della sessualità in psicoterapia: dal tabù alla scoperta del corpo e della sua forza vitale”

Quando si parla di sessualità all’interno della relazione terapeutica si rischia di entrare in un campo minato e tutt’altro che agevole. Il controtransfert può esser messo a dura prova, tra il turbamento che può dare l’emergere di emozioni contrastanti di eccitazione, ansia, e in alcuni momenti perfino disgusto, e la presenza spesso inevitabile di pregiudizi e tabù del terapeuta stesso.
Del resto, come scrive Anita Phillips, spesso «l’esperienza sconvolgente contenuta nel sesso deve essere annacquata a beneficio di quanti non sono in grado di farvi fronte del tutto e, in effetti, questi ultimi sembrano essere molti di più rispetto a coloro i quali sono in grado di far fronte a un’esperienza erotica ampia e variegata». (Phillips A., 1998, p.123 cit. in Cornell, 2015)
Cosa potrebbe invece accadere se riuscissimo ad andare oltre i nostri pregiudizi, oltre la tentazione di nasconderci dietro una semplice e riduttiva etichetta clinica?
Potremmo probabilmente, come suggerisce William F. Cornell, dar spazio alla scoperta di quei “temi persistenti nel corpo, immaginati e relazionali”, che possono divenire un valido strumento di comprensione e arricchimento.
Un atteggiamento di autentica apertura e curiosità verso l’espressione della sessualità, e il coraggio di intraprendere una ricerca intima, intensa e reciproca potrebbero offrire ai pazienti la possibilità di recuperare la consapevolezza del proprio corpo e quindi della propria vitalità; poiché la sessualità non è solo comportamento sessuale, ma anche e soprattutto corpo, relazione e rapporto con se stessi.


Ermini Marialisa “La vita è movimento fin dalle sue origini: processi di sviluppo, di crescita e di cambiamento”

La vita è nel movimento. (Aristotele)
La relazione parte dall’osservazione che la vita nasce dall’incontro di cellule in movimento e che l’organismo umano si sviluppa e cresce, fin dall’embriogenesi, per il movimento di cellule che trovano il loro posto e la loro funzione all’interno del corpo. Corpo che sviluppa la sua struttura e la sua funzione a partire dal movimento. Il movimento alla base delle acquisizioni psico-fisiche che caratterizzano lo sviluppo del neonato, del bambino, per tutto l’arco dello sviluppo fino alla progressiva riduzione del movimento nelle ultime fasi della vita. Il movimento alla base della crescita e della salute psico-fisica, alla base dei processi di cambiamento sociali e personali, nella cura della sofferenza fisica e mentale.
La vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l’equilibrio devi muoverti. (Albert Einstein)


Prosperi Alessandra “Percorsi di cura e sanità”

L’obiettivo della relazione è quello di descrivere come all’interno della sanità pubblica gli elementi di complessità sono espressione di collaborazione e di governance. Ne scaturisce un movimento di coordinamento tra tutti gli attori coinvolti e la creazione di percorsi di cura espressione di un sistema di rete in continuo divenire. La presa in carico condivisa e il coinvolgimento degli stakeholder fornisce migliori risultati di salute.


De Micheli Elisa Maria “Il movimento nel processo di counseling”

Presento una riflessione sul movimento e il cambiamento nel processo di counseling in attenzione alle potenzialità e ai limiti. La persona che chiede un intervento di counseling si muove per cercarlo. Il movimento del suo dialogo interiore lo motiva a cercare un cambiamento, anche nelle situazioni più complicate.
Condivido alcune esperienze di lavoro e di supervisione di interventi di counseling in ambito sociale ed educativo nel divenire dell’esistenza umana.


Sabato 1 Aprile

ABSTRACT RELAZIONI

Filanti Sara, Paolillo Antonella Raffaella “Il movimento della ricerca in AT”

La ricerca nel campo della psicoterapia in analisi transazionale è in movimento da diversi anni, sia in ambito nazionale che internazionale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità spinge perchè i paesi membri dell’UE adottino cure che abbiano dimostrato la propria efficacia nel trattamento dei common mental disorders, pertanto ogni modello di psicoterapia è chiamato a dimostrare la propria efficacia clinica e sperimentale. Questo è la scia su cui da qualche anno ci stiamo muovendo. Verrà illustrato il percorso storico della ricerca  per convalidare l’efficacia della analisi transazionale, in particolare il movimento italiano dedito alla validazione AT nell’ambito dei disturbi ansiosi.
Per questa ricerca la Simpat sta collaborando con l’AIAT che ne è la promotrice. Per consentire ad ogni clinico italiano di diventare ricercatore siamo finalmente giunti alla realizzazione di una piattaforma dedicata che verrà illustrata, per poi sperimentarla nel workshop.


Saita Emanuela “I movimenti della professione psicologica a seguito della pandemia”

TESTO AL MOMENTO NON DISPONIBILE


Soana Vittorio “Cousenling e accompagnamento spirituale in una ecologia integrale”

La molteplicità dei sensi, il contatto, la prossimità e la distanza sono alcune delle forme che permettono di fare esperienza della vita.
Sono linee e intreccio, trame complesse e intricate con cui entrare in prossimità e scorgere che siamo collegati in una fitta rete di connessioni.
Ogni senso che veicola il contatto riconosce una traccia archetipa, nata dalla naturale esperienza del sensibile. È un avvicinarsi ed è un perdersi nell’origine, un cogliere un significato
e percepirne “l’oltre”. La tensione all’altro, la condivisione con la comunità, la pienezza della prossimità del creato, sono la dimensione intima, momenti dell’umano e del suo bisogno di approdare a esiti mistici e sentirne la tensione della separazione.
Questo intervento è un dialogo tra il patriarca dello zen Eihei Doghen Zenji (1200-1253), per la sua visione del risveglio, l’antropologo Tim Ingold, per un’ecologia della relazione, e
l’accompagnatore spirituale, per favorire il divenire dell’essere in un diverso modo di autoconsapevolezza.


Venerdì 31 marzo

 ABSTRACT – WORKSHOP

Sasso Raffaella “Movimento, mutamento e forma dell’identità: la dimensione del tempo nella relazione”
“Come in alto così in basso, come nei grande così nel piccolo, come dentro così fuori, per fare il miracolo di una cosa sola”
Ermete Trismegisto
“Il tutto è in tutto e in tutti”
Alberto Giussani

La vita è mutamento in tutte le sue espressioni, dal macroscopico al microcosmo all’essere umano. Mutamento isomorfico che segue le stesse leggi. Il muoversi del tempo costituisce la dimensione atta a rendere visibile il compiersi ed il manifestarsi dell identità nelle infinite sue forme.
“Il tempo è l’ immagine mobile dell’ eternità” Platone
“Il tempo è una proprietà del movimento per ordinare il cosmo” Aristotele
Il tempo “se nessuno mi interroga lo so, se volessi spiegarlo a chi mi interroga non lo so” S.Agostino
Nell’evoluzione umana il mutare del vissuto del tempo genera concezioni cosmologiche diverse che a loro volta mutano la percezione del tempo(circolare, lineare, finita, infinita, Chronos, kairos…) e la forma dell’identità nell’ essere nel mondo.
Nel presente seminario presenteremo un escursus descrittivo dei diversi modelli filosofici, scientifici, esistenziali e delle loro connessioni. Seguiranno esperienze sul campo espressive del tempo vissuto, del suo senso che plasma la forma dell’identità.
A tale scopo saranno  “messe in scena” tecniche di “scultura psicocorporea” personale e di relazione.


Eleodori Daniele, Severino Antonella, Pierini Alessandra “Organizzazioni in Movimento: l’espressione del Bambino Libero a livello collettivo ed individuale”

Il workshop offre la possibilità di rivivere il percorso che ha portato la Fondazione Telethon, attraverso articolati movimenti culturali, relazionali e personali degli ultimi dieci anni, a rielaborare il proprio copione organizzativo per far esprimere l’energia creativa del Bambino Libero.
Il viaggio è culminato con l’iniziativa intitolata “Happy Days: Incontri ed Esperienze sulla Felicità!”, che ha permesso alle 130 persone Telethon di affrontare un nuovo sfidante e immersivo movimento, finalizzato a consolidare i rapporti di fiducia e alleanza attraverso l’esperienza corporea.
Nel workshop, dopo una prima parte di introduzione all’esperienza e di contestualizzazione, offriremo un assaggio delle attività esperienziali fatte, per agevolare nei partecipanti l’esperienza del rispecchiamento e dell’affidarsi all’altro attraverso l’uso del corpo.


Barrera Silvia, Di Legge Daniela “Copione in movimento: come riconoscere il copione attraverso la lettura dei messaggi del corpo in movimento”

Le prime esperienze infantili avvengono attraverso la conoscenza corporea guidata dagli organi di senso. Il corpo è quindi parte del processo di crescita e dello strutturarsi del copione di vita. Tramite la motricità il bambino lancia segnali affinché l’ambiente si occupi dei suoi bisogni. È con l’ipertonia, il tendersi, che reagisce tanto ad uno stimolo interno che ad uno stimolo esterno. È con l’ipotonia, il distendersi, che segnala l’acquietamento del bisogno, la soddisfazione. Il corpo con le sue reazioni è mediatore della relazione con il mondo.
Secondo gli Shiff (1975) è fondamentale l’associazione della sensazione della fame (stimolo interno) e l’attività di piangere, agitare le braccia, succhiare (ponte comportamentale tra l’interno e l’esterno) e l’acquisizione del cibo (risposta esterna). È il primo passo dell’apprendimento al pensare del bambino, il passo iniziale nel copione per ciò che concerne l’uso e l’importanza del movimento: dell’attività e/o della passività, dell’ipertono o dell’ipotono. In una crescita sana si stabilisce e si stabilizza un circuito di feedback congruente tra percepire, sentire, immaginare, pensare, agire. Ad ogni “No” ripetuto e prolungato o avvenuto in un particolare stadio della crescita, si stabilizza un modello di contrazione muscolare ed energetica. È il Bambino Naturale che si “corazza” nel suo processo di adattamento all’ambiente. Secondo Cornell (1975) si stabilisce un dialogo interno silenzioso tra il Bambino Naturale ed il Bambino Adattato. Questo dialogo ha lo scopo di inibire l’espressione spontanea del Bambino Naturale, favorendo gli adattamenti copionali del Bambino Adattato. Il tono muscolare esprime e mantiene la Gestalt psico-tonica entro cui sono state prese le decisioni di copione. Ogni copione (Steiner,1974), ha una sua peculiare combinazione di espressione somatiche e forze e debolezze fisiologiche.
Finalità di questo workshop è quella di incrementare l’abilità del terapeuta a riconoscere i segnali corporei, a leggere le espressioni somatiche come preziose informazioni sul copione di vita e sugli adattamenti appresi da ogni individuo. Il workshop sarà interamente esperienziale e avrà l’obiettivo principale di offrire ai partecipanti la possibilità di integrare in modo articolato ed efficace apprendimenti di tipo cognitivo, emotivo e corporeo.
Un primo stimolo esperienziale ludico-motorio offrirà l’opportunità di sperimentare i propri adattamenti corporei e motori e di riflettere su come questi siano connessi alla propria storia ed al proprio copione di vita. Successivamente, dopo una brevissima contestualizzazione teorica, saranno invece presentati dei video in cui allenarsi a porre attenzione al linguaggio corporeo ed a riconoscerne le storie copionali. I partecipanti verranno stimolati a riflettere in piccoli gruppi ed a fare ipotesi sulle ingiunzioni, sui messaggi copionali e sulle decisioni prese dai soggetti visionati.
La parte finale del workshop sarà dedicata ad un confronto nel grande gruppo ed alla integrazione delle esperienze fatte.


Sabato 1 Aprile

Ricci Barbara, Salvatori Roberta “L’arte e il divenire: colori e pennelli nella stanza di terapia. Quando il movimento arricchisce il rapporto paziente e terapeuta nei reciproci ruoli e competenze”

L’arte rappresenta la strada maestra che consente al nostro inconscio di emergere, trasformato e reso possibile e accettabile, in una danza che dalla stanza di terapia si espande nella vita reale dei nostri pazienti. Le Autrici propongono un workshop in cui l’arte e il movimento rappresentano un tema centrale. La protagonista/artista narra, attraverso una sequenza di acquerelli prodotta durante il percorso terapeutico, la propria trasformazione da una posizione di difesa e di protezione del sé, ad una di apertura e di contatto con la vita, i colori e la luce, resa possibile dal suo aprire nuovamente lo sguardo sul mondo.
Il workshop, della durata di 110 minuti, avrà carattere esperienziale e prevede la condivisione e il confronto con il materiale prodotto dalla paziente, letto all’interno di una cornice teorica in cui vengono analizzati e messi a confronto i contributi teorici dell’AT, dell’EMDR e della Coherence Therapy, usati nel percorso terapeutico, a conferma della Psicoterapia come forma d’arte.


Fani Benedetta, Pagnini Diletta “Danzare e divenire: il movimento come espressione del Sé”

La Danza Movimento Terapia (DMT) utilizza l’espressione libera e creativa del corpo attraverso il movimento come strumento di crescita emotiva, sociale e psicologica. E’ praticabile da chiunque e dà la possibilità di sperimentare l’incontro tra corpo, musica e arte come canale di espressione del proprio vissuto interno e come terreno fertile in cui può avvenire l’incontro con l’Altro.
Seguendo la conduzione del professionista, l’esperienza di muovere il proprio corpo nella DMT diviene dunque un’esperienza profonda di contatto con Sé, dove ognuno ha la possibilità di sperimentare l’importanza e il valore della propria unicità e, al tempo stesso, l’esperienza di gruppo permette di cogliere le caratteristiche che questa stessa unicità assume nella relazione con gli altri, divenendo quindi un’esperienza complessa, a livello socio-psico-esistenziale.
Al termine dell’esperienza, il partecipante ha la possibilità, se lo desidera, di rileggere e condividere la propria esperienza attraverso il linguaggio AT.


Filanti Sara, Paolillo Antonella Raffaella “Il movimento della ricerca in AT”

Per fare ricerca c’è bisogno di investire delle energie, la piattaforma di ricerca creata vuole ottimizzare le energie del clinico che sceglie di essere anche ricercatore. Ogni clinico oggi, ogni psicoterapeuta è chiamato a dare il proprio contributo all’AT ed alla ricerca. Attraverso questo momento esperienziale si vuole tendere a guardare ed attraversare le paure che ognuno di noi porta con sé quando si deve esprimere in un ambito che sente nuovo e/o poco familiare. Porta con te la tua paura, partecipa anche tu, vedrai che è più semplice di quanto pensi e anche divertendoti potrai dare il tuo contributo. I partecipanti saranno invitati ad iscriversi alla piattaforma ed a sperimentarla in prima persona durante il workshop. Verranno illustrati i test e i livelli e seguito un caso clinico.


Van Poelje Sari “The dance of executive coaching”

Lo scopo del workshop è quello di creare una comprensione dell’AT executive coaching, e in particolare dell’uso dei concetti dell’AT per creare un movimento verso la “guarigione” nell’executive coaching. L’executive coaching è una forma specifica di sviluppo organizzativo e della leadership, in cui un leader o un team imparano diversi metodi e prospettive per essere più efficaci nel loro ruolo all’interno dell’organizzazione e nel raggiungimento di risultati per i clienti. Il workshop è di tipo esperienziale, con insegnamenti concettuali e discussioni in plenaria. I partecipanti possono partecipare sia per lo sviluppo personale che professionale come leader, coach, consulenti, educatori e psicoterapeuti.

Alla fine del workshop i partecipanti sapranno:
1.    Comprendere le caratteristiche specifiche dell’executive coaching
2.    Comprendere il significato di “guarigione” in questo contesto (perché).
3.    Imparare e comprendere un modello di processo di coaching in cinque fasi (cosa fare).
4.    Imparare e comprendere i diversi livelli di problema (quando fare cosa).


Procacci Mario Augusto  “Le imago di gruppo in movimento e il terapeuta in azione”

È prevista una parte teorica di massimo 30 minuti, dedicata alle diverse fasi dell’imago di gruppo, delle identità di copione e del loro significato terapeutico.
I partecipanti potranno sperimentare come nel trattamento di gruppo AT siano importanti: l’espressione delle identità di copione, il mutevole grado di intimità che si viene a creare con le dinamiche di gruppo e come poter trattare questo questi elementi che caratterizzano la psicoterapia AT. Attraverso il loro coinvolgimento diretto, la lettura di vignette di terapia di gruppo, i partecipanti potranno magari anche sperimentare in prima persona come poter trattare “l’espressione e il divenire” di questi elementi essenziali del gruppo di trattamento AT. Si utilizzeranno slide, filmati e vignette di trattamento di gruppo.


Bonanno Erika, Preti Daniele “Sì, viaggiare (bagno armonico e acquerelli)”

Viaggio, dal latino “viaticum”, tutto ciò che il viaggiatore portava con sé per sopravvivere durante il cammino. Attraverso una distensione immaginativa, intraprenderemo un viaggio introspettivo per riconnetterci alla parte profonda del sé, per tornare a casa.
Il viaggio proseguirà con colori, pennelli e acqua per esprimere e tradurre su carta emozioni e percezioni emerse.”


Battisti Clara, D’Errico Michele “Cullare la Crisalide”

Prendendo spunto dal libro “Cradling the Chrysalis – Teaching and Learning Psychotherapy (Cullare la Crisalide – Insegnare e Apprendere la Psicoterapia)” di MacCallum e Goldenberg (2018), il workshop è dedicato all’incontro di psicoterapeuti in formazione e psicoterapeuti attivi già da alcuni anni. Attraverso una supervisione di gruppo, il workshop offrirà una opportunità di condivisione di esperienze con clienti “difficili” ponendo una attenzione particolare, oltre che al coping, alla cura e alla protezione di sé.
Attraverso momenti di co-creazione, l’intento dei conduttori è di nutrire la motivazione dei partecipanti favorendo il sorgere del battito delle loro ali.


Scialanca Chiara, Bruci Marco “Dall’isolamento allo svincolo”

Alle soglie del 2023 il cambiamento della connotazione classica della crisi adolescenziale mostra una radicalizzazione. Ad accelerare il processo di ridefinizione delle caratteristiche della crisi adolescenziale ha contribuito il periodo di lockdown e l’impatto della pandemia del COVID -19. Si osserva un investimento affettivo orientato all’isolamento e all’immobilismo da parte dei giovani in età compresa tra 13 e 18 anni, mentre si riduce la carica energetica dello Stato dell’Io Genitore; l’energia che affluisce nello Stato dell’Io Bambino si impaluda in un ritiro passivo e depressivo, che irretisce ostacolando il processo di individuazione e svincolo. Per svincolarsi l’adolescente di oggi deve risolvere l’autoattacco, eludendo le spinte punitive e di annientamento del sé e il conflitto relazionale con i genitori, che non si muove più in termini attivi di ribellione come classicamente è stato, ma nella passività, nella delusione delle aspettative investite su sé (Lanciani M., Cirillo L., Scodeggio T., Zanolla T., 2020). Il processo terapeutico che sostiene lo svincolo si orienta alla riattivazione dell’energia investita nello Stato dell’Io Bambino attraverso la relazione; il setting è di gruppo e omogeneo per età e costituisce un contenitore protettivo in cui implementare, parallelamente alla rienergizzazione dello Stato dell’Io Bambino, anche una funzione riflessiva e di modulazione del polo opposto alla passività, ossia l’impulso. In questo processo terapeutico, la considerazione e l’attivazione corporea è di primaria importanza anche per sostenere l’adolescente nell’affrontare la tipica vulnerabilità narcisistica del corpo adolescente che causa spesso vergogna ed imbarazzo. Una vulnerabilità che attiva l’intelligenza a fini difensivi (Narcisismo, Lowen,1983), distanziando le proprie sensazioni ed emozioni e quindi avvicinando l’adolescente a quel ritiro narcisistico, che è di ostacolo al processo di svincolo e di individualizzazione.
Il workshop propone, come stimolo e sorta di “pillola” del lavoro terapeutico qui sinteticamente esposto, un lavoro esperienziale e relazionale di attivazione bioenergetica attraverso l’utilizzo della metodologia della climbing therapy (www.climbingtherapy.it). L’obiettivo è mostrare come aiutare a contattare e a riconoscere le sensazioni corporee e lo stato emotivo presente nel qui ed ora attraverso l’uso del corpo. L’esperienza centrale è un “gioco sul fare sicura” (assicurare con la corda per arrampicare il proprio compagno), attività utilizzata nei primi incontri di climbing therapy per produrre esperienze motorie di blocco, dipendenza, svincolo, interdipendenza e successo.


Benelli Caterina “Cartografia del Sè”

La cartografia è un dispositivo formativo che consente di rappresentare uno spazio interiore in profondità, attraverso la mappa quale strumento per rendersi consapevoli di aspetti che da altri punti di vista non si potrebbero osservare. Costruire una mappa è un’esperienza in se stessa, in quanto ci consente di attraversare il territorio interiore, familiare e sociale per condurci oltre, e raggiungere ermeneuticamente altre parti di sé. Attraverso una mappa, grazie alla memoria e alla narrazione, si tenta di costruire un’identità, provando a riflettere su di essa, sul modo in cui ci si definisce.
In questo senso l’arte della mappatura permette una ricognizione di quanto attraversiamo; una raffigurazione del nostro mondo, fatto di pluralità, di conversioni, di cambiamenti. La proposta di uno workshop sul tema della cartografia esistenziale, si inserisce nel tema del Convegno per raccontare movimenti, attraversamenti e percorsi di vita utili anche per una lettura del copione da prospettive diverse.

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